Rassegna stampa

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Gazzetta di Mantova 25-10-2017

Mercoledì 25 Ottobre 2017

 

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Voce di Mantova 24-10-2017

Mercoledì 25 Ottobre 2017

   

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Gazzetta di Mantova 13 giugno 2017

Martedì 13 Giugno 2017

Caso Edera, l’immobiliare di Muto è fallita

Altro crac per il costruttore, alla sbarra al processo d’appello Pesci

Antonio MutoAntonio Muto

CURTATONE. Lagocastello, Le costruzioni, Imi, e adesso pure l’Immobiliare Edera. È fallita un’altra delle società di Antonio Muto, uno di principali costruttori del Mantovano degli ultimi decenni in queste settimane di nuovo alla sbarra nell’appello del processo Pesci, dopo l’assoluzione in primo grado.

Per la società che doveva realizzare il tormentato piano di lottizzazione Edera di Levata, è stata fissata l’udienza di esame dello stato passivo al 24 ottobre. Entro un mese prima di questa data i creditori dovranno presentare le domande di insinuazione nel fallimento.«Per il Comune di Curtatone non c’è alcuna ricaduta - spiegano il sindaco Carlo Bottani e l’assessore Ivan Fiaccadori;- la società era inerte da anni ed era già stata messa in mora . Abbiamo comunicato nei tempi previsti la surroga per la convenzione urbanistica , ma Edera non ci ha neanche risposto. Tutti i nostri rapporti sono con l’assicurazione».

E proprio la settimana scorsa sul caso Edera c’è stata una svolta: il tribunale di Mantova impone alla società assicurativa Sace il pagamento di una polizza fideiussoria da 2 milioni e 400mila euro che permetterà al Comune di dare inizio alle opere di messa in sicurezza della lottizzazione. Il giudice ha concesso l’esecuzione provvisoria del decreto ingiuntivo impugnato da Sace e tuttora oggetto di una vertenza legale destinata a concludersi non prima di novembre. Dunque è ancora presto per cantare vittoria, ma l’amministrazione si è aggiudicata il primo round.

   

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Gazzetta di Mantova 20 maggio 2017

Domenica 21 Maggio 2017

«È il Comune ad avere rotto l’accordo»

Curtatone. L’assicurazione smentisce Bottani su Edera: pronti a pagare, non a ritirare il ricorso

CURTATONE. «Non ci siamo rimangiati la parola: ci siamo presentati a quell’incontro con i 2,4 milioni, pronti a pagare, ma è stato il Comune di Curtatone a fare saltare l’accordo». Non ci sta la società assicurativa Sace a passare per quella che si è tirata indietro sulla trattativa sulla complicata vicenda della lottizzazione Edera, mai completata, e della relativa polizza di fideiussione che dovrebbe coprire i costi delle mancate urbanizzazioni.

Nell’ultimo incontro l’amministrazione Bottani puntava a incassare 2,4 milioni che sarebbero serviti per le opere di viabilità. Presi i soldi, avrebbe ritirato il decreto ingiuntivo con il quale aveva provato a sbloccare una vertenza che si trascinava da anni con la Sace. Ma, come riferito, l’incontro è saltato. Con reciproche accuse.

Per il Comune, sarebbe stata la società di assicurazioni prima a proporre un accordo transattivo per chiudere la vicenda e poi, sul più bello, a rimangiarsi la parola, rifiutando di pagare. Per la Sace le cose non stanno così: «Sace non ha mai formulato una proposta transattiva bensì ha offerto al Comune di Curtatone il pagamento immediato di 2,4 milioni mediante assegni circolari, a fronte della rinuncia al decreto ingiuntivo – spiega la società – il Comune ha tuttavia subordinato l’accettazione dell’offerta alla stipula di un accordo transattivo ben diverso dalla proposta di Sace, la quale è stata ribadita anche nell’udienza del 16 maggio e che, se accolta così come da noi formulata, avrebbe consentito al Comune di disporre immediatamente della somma offerta». Dunque, «il sindaco di Curtatone... si assume ogni responsabilità per il mancato raggiungimento dell’accordo».

Ma che cosa avrebbe chiesto il Comune a Sace, oltre ai soldi? «Il Comune – spiega la Sace – ha subordinato l’accettazione dell’offerta alla firma di un accordo transattivo che avrebbe precluso a Sace di far valere le proprie ragioni in sede giudiziaria». Insomma, un nulla a pretendere in relazione all’intera vicenda, e dunque al ricorso contro il decreto ingiuntivo, mentre «Sace ritiene che l’indennizzo richiesto dal Comune a fronte della polizza emessa nel 2008 non sia dovuto per inadempimenti contrattuali aventi conseguenze sull’intera fideiussione». Dunque, Sace avrebbe pagato ma solo «in attesa di risolvere la complessiva questione mediante l’instaurazione di un giudizio ordinario», mentre il Comune puntava all’incasso e alla contestuale chiusura della vicenda legale.

Francesco Abiuso
   

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Gazzetta di Mantova 17 maggio 2017

Venerdì 19 Maggio 2017

L’assicurazione: per Edera non paghiamo

Curtatone. Colpo di scena in tribunale: i legali si rimangiano la promessa dei 2,4 milioni 

CURTATONE. Colpo di scena nell’udienza sul caso Edera: i legali della società assicurativa Sace di Roma, che avevano proposto al Comune di Curtatone un accordo transattivo, ieri mattina si sono rimangiati la parola, mandando su tutte le furie il sindaco Carlo Bottani e l’assessore Ivan Fiaccadori, entrambi presenti in aula. Il tanto atteso appuntamento si è, dunque, trasformato in un buco nell’acqua. L’anno scorso il tribunale, su richiesta del Comune, ingiunge alla Sace il pagamento delle somme per le opere di viabilità del piano Edera, a Levata. Il decreto, però, viene impugnato dalla società romana.

Due settimane fa, Sace propone al Comune un accordo transattivo, offrendosi di pagare quasi due milioni e 400mila euro. Ieri il colpo di scena: i legali della società capitolina rifiutano di firmare il documento predisposto dall’avvocato Gianolio, che nella causa rappresenta Curtatone. «Non avevamo chiesto nemmeno un centesimo in più di quanto c'era stato offerto - tiene a precisare Fiaccadori – pertanto non riusciamo a giustificare il voltafaccia di Sace, che di fatto blocca i nostri progetti: da 5 mesi abbiamo pronto il piano di completamento delle opere da realizzare e nel bilancio 2017 sono già stati approvati i relativi capitoli finanziari».

In aula il sindaco si è appellato al buon senso della controparte, sottolineando quanto le cifre in gioco siano indispensabili al Comune per poter ultimare le opere pubbliche lasciate a metà dall’impresa privata, garantendo così la sicurezza agli abitanti di Levata e alle persone che ogni giorno transitano sulla strada che collega Curtatone, Borgo Virgilio e Mantova. I legali della società hanno fatto mettere a verbale di non essere disposti a sottoscrivere alcun accordo transattivo. Di fronte a questo colpo di scena, il giudice si è riservato di decidere se dare provvisoria esecuzione al decreto ingiuntivo, oppure se andare direttamente a sentenza. (r.l.)

   

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